Il canyon dell’Oman che a febbraio costa meno delle Alpi e regala panorami incredibili

Quando il freddo dell’inverno europeo si fa ancora sentire, esiste un luogo dove le temperature si mantengono gradevoli e il paesaggio si presenta in tutta la sua maestosità rocciosa: Jebel Shams, il “Monte del Sole” dell’Oman, offre a febbraio condizioni climatiche perfette per chi desidera un’avventura fuori dai circuiti convenzionali senza rinunciare al comfort e alla sicurezza. Questa montagna, la più alta della penisola arabica con i suoi 3.009 metri, regala panorami mozzafiato sul cosiddetto “Grand Canyon d’Arabia” e rappresenta una destinazione ideale per viaggiatori maturi alla ricerca di esperienze autentiche, lontane dal turismo di massa.

Febbraio è il momento perfetto per visitare questa meraviglia geologica: mentre le pianure omanite possono risultare già calde, qui in quota le temperature diurne oscillano tra i 15 e i 20 gradi, con notti fresche che richiedono un maglione ma rendono l’esperienza particolarmente piacevole. Il cielo è generalmente terso, la visibilità eccellente e l’aria cristallina permette di ammirare dettagli del paesaggio che in altri periodi dell’anno potrebbero risultare offuscati dalla foschia.

Perché Jebel Shams conquista i viaggiatori esperti

Questa destinazione si distingue per la sua capacità di offrire un’esperienza di viaggio completa senza richiedere sforzi fisici estremi. I sentieri principali sono ben tracciati e accessibili anche a chi non è un escursionista professionista, ma desidera comunque immergersi nella natura incontaminata. Il famoso percorso del Balcony Walk, ad esempio, è un trekking di circa tre ore (andata e ritorno) che si snoda lungo l’orlo del canyon, offrendo vedute spettacolari su precipizi vertiginosi e villaggi abbandonati aggrappati alle pareti rocciose.

La bellezza di questo luogo risiede nei contrasti cromatici che cambiano con le ore del giorno: all’alba, le rocce assumono tonalità rosate e dorate, mentre al tramonto virano verso l’ocra e il porpora. Il silenzio che avvolge questi altipiani è quasi tangibile, interrotto solo dal vento che scolpisce le formazioni rocciose da millenni.

Cosa vedere e vivere tra le vette omanite

Oltre al Balcony Walk, esistono numerosi punti panoramici raggiungibili anche in automobile, perfetti per chi preferisce alternare momenti di cammino a soste contemplative. Il canyon di Wadi Ghul si apre davanti agli occhi con una profondità di oltre mille metri, creando uno scenario che rivaleggia con i più famosi canyon americani ma con l’indubbio vantaggio di una frequentazione turistica ancora contenuta.

I villaggi tradizionali della zona meritano un’esplorazione approfondita. Qui la vita scorre secondo ritmi antichi, e gli abitanti conservano tradizioni artigianali tramandate da generazioni. Le donne tessono tappeti con motivi geometrici e i pastori guidano ancora le capre lungo sentieri millenari. L’interazione con le comunità locali, sempre rispettosa e discreta, arricchisce l’esperienza di viaggio con una dimensione umana autentica.

Le terrazze coltivate e i sistemi di irrigazione tradizionali

Un aspetto sorprendente di Jebel Shams è la presenza di antichi sistemi di irrigazione chiamati falaj, riconosciuti patrimonio UNESCO, che hanno permesso per secoli la coltivazione di piccole terrazze agricole in un ambiente apparentemente inospitale. Osservare questi ingegnosi meccanismi idraulici significa comprendere l’adattabilità e la resilienza delle popolazioni che hanno abitato queste montagne.

Dormire sotto le stelle senza spendere una fortuna

L’ospitalità a Jebel Shams ha mantenuto un carattere genuino e i prezzi rimangono accessibili. Esistono diverse opzioni di campeggi attrezzati che offrono tende beduine tradizionali con materassi comodi e coperte pesanti per la notte, a tariffe che variano tra i 25 e i 45 euro a persona, spesso con cena e colazione incluse. Questi accampamenti dispongono di servizi igienici puliti e alcune strutture offrono anche docce calde.

Per chi preferisce sistemazioni più solide, alcuni edifici in pietra trasformati in piccole guesthouse offrono camere semplici ma accoglienti a circa 50-70 euro per una doppia. L’atmosfera è sempre familiare e il personale locale si dimostra particolarmente attento alle esigenze dei viaggiatori più maturi, garantendo comfort e tranquillità.

Sapori di montagna e cucina tradizionale

La gastronomia di queste zone montane riflette la semplicità e la genuinità della vita in quota. I pasti vengono preparati con ingredienti locali: carne di capra marinata con spezie, riso aromatizzato con cardamomo e chiodi di garofano, pane fresco cotto in forni tradizionali. I costi sono contenuti: un pasto completo nei piccoli ristoranti che servono le comunità locali difficilmente supera i 7-10 euro a persona.

Il caffè omanita, aromatizzato con cardamomo e servito in piccole tazzine, accompagna momenti di conversazione e rappresenta un rituale di ospitalità che vale la pena sperimentare. Alcuni accampamenti organizzano cene comuni dove i viaggiatori condividono il pasto seduti su tappeti, creando occasioni di scambio culturale particolarmente apprezzate.

Come organizzare gli spostamenti in modo pratico

Raggiungere Jebel Shams richiede un veicolo, preferibilmente un fuoristrada per affrontare gli ultimi chilometri di strada sterrata. Il noleggio auto in Oman è conveniente, con tariffe che partono da circa 25-30 euro al giorno per veicoli 4×4 base. La guida è a destra, come in Europa, e le strade sono generalmente in buone condizioni. Da Muscat, la capitale, sono necessarie circa tre ore e mezza di viaggio, attraverso paesaggi che cambiano gradualmente dalle pianure costiere alle prime ondulazioni montuose.

Un’alternativa economica è condividere un taxi con altri viaggiatori: nei principali centri turistici dell’Oman si trovano facilmente persone dirette verso Jebel Shams, e dividere i costi del trasporto può ridurre significativamente la spesa. Alcuni autisti locali offrono servizi di trasferimento per circa 15-20 euro a persona (in gruppi di quattro).

Consigli pratici per godersi l’esperienza al meglio

Febbraio richiede un abbigliamento a strati: temperature piacevoli di giorno possono trasformarsi in freddo pungente dopo il tramonto. Un buon pile, una giacca antivento e scarpe da trekking comode sono essenziali. La protezione solare rimane importante nonostante il clima fresco, dato che l’altitudine intensifica l’esposizione ai raggi UV.

L’acqua va portata in abbondanza durante le escursioni, anche se il clima non è torrido. I percorsi non presentano punti di rifornimento e la disidratazione può verificarsi anche con temperature moderate. Una piccola farmacia da viaggio con i medicinali abituali è sempre consigliabile, considerando la distanza dai centri abitati principali.

Il rispetto per la cultura locale si traduce in scelte di abbigliamento sobrio: pantaloni lunghi e magliette che coprano le spalle sono appropriati, specialmente quando si attraversano i villaggi. Gli omaniti sono estremamente cortesi e accoglienti, e un comportamento rispettoso viene sempre ricambiato con calore e disponibilità.

Jebel Shams rappresenta quella rara combinazione di avventura accessibile e autenticità culturale che i viaggiatori maturi apprezzano particolarmente. Febbraio offre la finestra climatica ideale per esplorare questo angolo ancora preservato della penisola arabica, dove il turismo di massa non è ancora arrivato e dove ogni tramonto sul canyon regala emozioni che rimangono impresse nella memoria ben oltre il ritorno a casa.

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